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individuato un sistema di asteroidi triplo
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pubblicato il 16 agosto 2005 © Univ. di Berkeley, 08/2005 - traduzione: BFB
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Per la prima volta è stato scoperto che un asteroide conosciuto fin dal 1866, in orbita attorno al Sole, possiede un vero e proprio sistema planetario in miniatura. Grazie alle immagini dell'asteroide 87 Silvia, registrate dal Very Large Telescope di Cerro Paranal (Cile) per conto dello European Southern Observatory, è stato possibile individuare una coppia di piccoli satelliti situati alla sinistra del corpo principale.
La scoperta si deve all'assistente ricercatore astronomo Franck Marchis, dell'Università di Berkeley (California), e ai suoi colleghi dell'Osservatorio di Parigi.
© VLT/ESO, 2005.
I nomi dei nuovi satelliti.
Poiché il nome dell'asteroide 87 deriva da quello di Rea Silvia, la mitica genitrice dei fondatori di Roma, su suggerimento dello stesso prof. Marchis l'IAU (Unione Astronomica Internazionale) ha designato i due nuovi corpi celesti con i nomi di Romolo e Remo. L'annuncio dell'IAU è stato pubblicato l'11 agosto 2005, in concomitanza con un intervento del team del prof. Marchis presso la Conferenza Internazionale su Asteroidi, Comete e Meteore in corso ad Armação dos Búzios, presso Rio de Janeiro (Brasile).
Il nome di Romolo è stato affidato al satellite maggiore a causa dell'etimologia latina del nome, che significa poderoso. Il nome Remo, al contrario, è etimologicamentel legato al significato di prudente, ed è quindi parso piú appropriato per designare il satellite minore, piú vicino a Silvia.
I parametri orbitali.
L'asteroide Silvia è fra i piú grandi della fascia di asteroidi situata fra le orbite di Marte e Giove, con un diametro di circa 280 chilometri e una forma solo leggermente irregolare. Il corpo si trova nella parte esterna della cintura e segue l'orbita caratteristica degli asteroidi di tipo Cibele, a circa 3.5 unità astronomiche di distanza dal Sole.
Già quattro anni fa era stata scoperta l'esistenza di un satellite attorno a Silvia, permettendo di inserirlo nel novero dei circa 60 asteroidi binari allora conosciuti, equamente divisi fra le diverse popolazioni asteroidali del sistema solare; Ora l'individuazione di un secondo satellite consente di classificare Silvia come il primo asteroide triplo mai scoperto. Il satellite piú vicino, Remo, orbita a circa 710 km dalla superficie di Silvia con un periodo di 33 ore e misura circa 7 km in lunghezza. Il compagno maggiore, Romolo, orbita a circa 1360 km dalla superficie di Silvia, con un periodo di 87.6 ore, e misura circa 18 km in lunghezza. L'asteroide Silvia, a sua volta, ruota su se stesso nello stesso verso dei due satelliti con un periodo di 5 ore e 11 minuti.
© ESO, 2005.
I dettagli della scoperta.
"Da tempo si cercava di individuare un sistema asteroidale triplo", ha ricordato lo stesso prof. Marchis. "I sistemi asteroidali binari sembrano essere piuttosto comuni, e gli attuali modelli di formazione - come la collisione fra asteroidi, a cui fa seguito una disintegrazione dei due corpi e una successiva riaggregazione dei detriti - prevedevano anche l'esistenza di sistemi multipli".
Dopo due mesi di attenta osservazione delle orbite dei satelliti, il prof. Marchis e i suoi colleghi francesi hanno pubblicato delle interessanti ipotesi sulla struttura interna di Silvia. Grazie ai dati orbitali è stato infatti possibile calcolare con precisione la massa e la densità dell'asteroide 87, che si è rivelato essere un aggregato di detriti originatisi da uno scontro fra altri corpi rocciosi. Secondo questa teoria, i due satelliti sarebbero detriti originatisi nello stesso scontro e poi catturati gravitazionalmente dal corpo piú grande.
"È normale che la maggior parte degli asteroidi binari della cintura fra Marte e Giove mostri una struttura del genere", ha spiegato il prof. Marchis. "In base agli attuali modelli di formazione possiamo prevedere la presenza di numerosi altri sistemi asteroidali del genere".
La densità di simili corpi celesti, circa 1.2 grammi al centimetro cubo, suggerisce che essi siano composti principalmente di acqua, ghiaccio e detriti di asteroidi antichi, probabilmente (in questo caso) condriti carbonacee idratate. "Potrebbero essere composti fino al 60% da spazio vuoto", ha dichiarato uno dei tre coautori dell'articolo, il prof. Daniel Herstroffer, dell'Istituto di Meccanica Celeste e Calcolo delle Effemeridi dell'Osservatorio di Parigi.
La scoperta è stata resa possibile grazie alle immagini catturate dai telescopi da 8 metri dello European Southern Observatory di Cerro Paranal (Cile), inviate poi via email al prof. Marchis e ai suoi colleghi francesi. Nel marzo 2005 il prof. Descamps, dell'Osservatorio di Parigi, inviò al collega statunitense una breve nota dal titolo '87 Sylvia est triple?', riferendosi al fatto di aver chiaramente individuato, in diverse immagini di Silvia, due asteroidi distinti in orbita attorno al corpo principale. Da quel momento l'attenzione dell'intero team internazionale si è focalizzata sulla determinazione dei parametri orbitali dei due satelliti e sull'analisi dei dati.
L'articolo è stato quindi pubblicato nell'agosto 2005 a nome dei già citati professori Marchis, Descamps e Herstroffer e del prof. Jérôme Berthier, anch'egli dell'Osservatorio di Parigi.
Fonte: Università di Berkeley. Tutti i diritti riservati.
Non ci assumiamo responsabilità sulla fedeltà della traduzione.
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