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Marsis riceve le prime informazioni da Marte
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pubblicato il 5 agosto 2005 © ESA, 08/2005 - traduzione & adattamento by Leaden'sky
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Il radar italostatunitense Marsis, a bordo della sonda automatica europea Mars Express in orbita attorno a Marte dal dicembre 2003, ha raccolto a luglio i primi dati scientifici sulla superficie e sulla ionosfera del Pianeta Rosso.
Si tratta di uno strumento estremamente complesso, in grado di analizzare la ionosfera, la superficie e le profondità di Marte utilizzando onde radio a frequenza variabile.
© ESA, 2005.
La posizione del ghiacciaio.
Il radar Marsis è stato progettato per entrare in azione nei 36 minuti in cui, nel corso di ogni orbita, la sonda Mars Express viene a trovarsi piú vicina alla superficie marziana. I 26 minuti centrali di questa fase sono dedicati all'osservazione della superficie, mentre le due fasce di cinque minuti all'inizio e alla fine sono riservate all'analisi della ionosfera.
Il radar è entrato in funzione il 4 luglio 2005 dopo che ripetute simulazioni a Terra avevano escluso il problema, emerso dopo il lancio, che il suo dispiegamento potesse avvenire in maniera irregolare e danneggiare la gli altri strumenti di Mars Express. A causa del ritardo è stato deciso di rimandare una parte dei test previsti per verificare la funzionalità dello strumento al prossimo dicembre, cosí da permettere un inizio immediato delle operazioni scientifiche. L'orbita di Mars Express sarà infatti caratterizzata da un pericentro nell'emisfero notturno di Marte, condizione essenziale per le attività di Marsis, ancora per pochi mesi. Si ritiene che l'irraggiamento della ionosfera durante il giorno marziano possa interferire con i segnali radio utilizzati per sondare l'ambiente sotterraneo del pianeta.
Le dichiarazioni del team italoamericano.
"I test finora effettuati hanno confermato l'ottima funzionalità del radar, e non sono state rilevate interferenze con gli altri strumenti della sonda", ha dichiarato il prof. Roberto Seu dell'Università La Sapienza di Roma, responsabile dello strumento. Il collega Giovanni Pica, Principal Investigator di Marsis, ha spiegato: "Le prime osservazioni scientifiche sono iniziate nella prima metà di luglio, i segnali finora ricevuti dallo strumento sono molto chiari e stiamo già ricevendo le prime indicazioni sulla struttura della ionosfera".
Le zone di Marte sinora studiate sono quelle comprese fra le latitudini di 30 e 70 gradi. "Le misurazioni sin qui ottenute combaciano quasi perfettamente con i modelli precedentemente elaborati", ha spiegato il prof. Picardi. La decisione di puntare il radar sulle regioni pianeggianti di Marte per le sue prime osservazioni è legata al fatto che in linea di principio in queste aree è piú facile studiare l'ambiente sotterraneo, sebbene l'argomento sia ancora oggetto di dibattito.
"Il grosso del lavoro deve ancora cominciare; ora dobbiamo assicurarci di essere in grado di individuare chiaramente e di isolare l'eco che proviene da sotto la superficie. A questo scopo occorre analizzare attentamente tutti i dati ed eliminare le imperfezioni nei segnali di ritorno connesse con la morfologia superficiale del pianeta. Questa fase ci terrà occupati ancora per diverse settimane", spiega Picardi.
Le prime scoperte di Marsis sono però collegate con l'osservazione della ionosfera. Il radar, rispondendo direttamente al numero di particelle elettrocariche che si trovano nella ionosfera, ha permesso di registrarne un numero maggiore del previsto. "Stiamo attualmente analizzando i dati per verificare se quest'anomalia possa essere connessa con aumenti improvvisi dell'attività solare - come effettivamente è successo il 14 luglio scorso - o se è necessario formulare nuove ipotesi. Ci vorrà del tempo", ha precisato il professor Jeffrey Plaut, del JPL di Pasadena (USA), omologo di Pica.
Le osservazioni previste.
Il radar rimarrà in funzione da luglio fino alla metà di agosto 2005; nei giorni seguenti il pericentro dell'orbita di Mars Express si avvicinerà sempre di piú all'emisfero illuminato del pianeta e la priorità sarà affidata agli altri strumenti della sonda che sono in grado di operare piú facilmente in tali condizioni, come la fotocamera HRSC e lo spettrometro OMEGA. Le attività di Marsis proseguiranno per permettere di studiare il pianeta sotto le diverse condizioni di illuminazione solare possibili, occupando la sonda per circa il 20% del tempo speso in orbita.
A dicembre 2005 il pericentro dell'orbita di Mars Express tornerà a trovarsi nell'emisfero notturno, stavolta in prossimità del polo meridionale del pianeta, permettendo a Marsis di analizzare nuove regioni superficiali in condizioni nuovamente ottimali.
Lo strumento Sharad.
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Lo stesso team italoamericano responsabile dello sviluppo e delle attività scientifiche di Marsis è inoltre impegnato nel radar Sharad, fornito dall'Agenzia Spaziale Italiana alla NASA per essere imbarcato sulla Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) nell'agosto 2005. Le informazioni ottenute dai due radar saranno complementari; Marsis può studiare l'ambiente sotterraneo marziano in profondità, mentre Sharad condurrà analisi piú dettagliate ma si limiterà ad analizzare il terreno in prossimità della superficie.
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© NASA, 2005. |
Adattamento da un articolo ESA. Tutti i diritti riservati.
Non ci assumiamo responsabilità sulla fedeltà della traduzione.
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