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emissioni anomale di raggi infrarossi su Encelado
pubblicato il 24 luglio 2005     © PPARC/NASA, 07/2005 - traduz. e adattam.: BFB

Lo scorso 14 luglio 2005 è stato portato a termine il terzo sorvolo di Encelado da parte di Cassini; la sonda ha toccato la minima distanza mai raggiunta da un corpo celeste, sfiorando la superficie del satellite di Saturno ad una distanza minima di 173 km. Encelado è una luna ghiacciata estremamente brillante, dal diametro di circa 500 km, che orbita attorno a Saturno ad una distanza media pari a 4 raggi saturniani.

I dati ricevuti in occasione del sorvolo hanno permesso di ipotizzare, anche in base ad elementi già raccolti nelle due occasioni precedenti, l'esistenza di un'atmosfera asimmetrica attorno alla luna.
Lo spettrografo ad ultravioletti ha osservato la stella Gamma Orionis mentre Encelado la occultava progressivamente. La luce della stella è gradualmente diminuita, denunciando la presenza di un'atmosfera consistente, prima di scomparire dietro l'orizzonte di Encelado. Grazie allo spettro della luce stellare misurato da Cassini è stato inoltre possibile individuare la presenza di vapore d'acqua nell'atmosfera.

L'elemento di maggiore interesse derivante dal sorvolo, tuttavia, è risultata essere una mappa delle emissioni infrarosse, anch'essa compilata grazie allo spettrometro di bordo della Cassini.

Le emissioni di raggi infrarossi di Encelado osservate dalla Cassini. (C) NASA, 2005.
© NASA, 2005.


L'immagine qui riprodotta mostra una distribuzione assolutamente inaspettata della radiazione infrarossa (ovvero dell'emissione di calore) nelle zone circostanti il polo sud di Encelado. È facilmente individuabile un punto particolarmente caldo centrato sul polo, probabilmente indizio di un qualche calore interno che fuoriesce gradualmente dal cuore della luna ghiacciata. L'immagine in questione è stata catturata e trasmessa a Terra durante il terzo sorvolo di Encelado da parte di Cassini, il 14 luglio 2005.

Basandosi sui dati dei sorvoli precedenti, che non mostravano mai direttamente il polo sud, i membri del team avevano previsto una distribuzione delle temperature assai diversa da quella rilevata in quest'occasione (immagine a sinistra). Encelado è uno dei satelliti piú freddi del sistema saturniano a causa della sua superficie particolarmente brillante che riflette circa l'80% della luce ricevuta, permettendo solo al restante 20% di contribuire al riscaldamento del satellite. Come sulla Terra, si supponeva che i poli dovessero essere ancora piú freddi rispetto alla temperatura media, a causa dell'elevata inclinazione con cui i raggi solari li raggiungono.

L'immagine piú a destra mostra la distribuzione globale delle temperature ricavata dalla radiazione misurata da Cassini fra le lunghezze d'onda di 9 e 16.5 micron. Le osservazioni sono state effettuate da una distanza di 84000 km durante l'avvicinamento ad Encelado; i dettagli piú piccoli misurano circa 25 km. Le temperature equatoriali sono vicine ai valori previsti, con dei massimi di circa 80 K (-190°C); tuttavia il polo sud è sede di un ben definito centro di calore dove le temperature raggiungono gli 85 K. La temperatura si discosta di circa 15 gradi dal valore previsto. I dati dello spettrometro ad infrarossi suggeriscono inoltre che nei dintorni del polo meridionale del satellite si possano localmente raggiungere temperature ancora piú elevate, nell'ordine dei 110 K (-160°C). L'evaporazione del ghiaccio nei pressi di questi punti caldi è probabilmente responsabile della nuvola di vapore acqueo individuata da altri strumenti di Cassini al di sopra del polo sud di Encelado.

È estremamente difficile giustificare le temperature rilevate al polo sud considerando il Sole come l'unica sorgente di calore che interessi la superficie, sebbene non vi sia ancora chiarezza su eventuali meccanismi di immagazzinamento del calore solare. Sembra tuttavia probabile che parti delle regioni meridionali siano riscaldate da calore che fuoriesce dall'interno del satellite. Questo renderebbe Encelado solo il terzo corpo del sistema solare, dopo la Terra ed Io, in cui sono stati individuati punti caldi causati dal calore interno.



Traduzione (C) Terminus Central, 2005.
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Fonte: PPARC/NASA. Tutti i diritti riservati.
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