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nuovi piani europei per l'esplorazione di Marte
pubblicato il 9 aprile 2005     © ESA, 04/2005 - traduzione by Leaden'sky

La comunità scientifica europea ha raccomandato con decisione all'ESA l'invio verso Marte di una missione dotata di un Rover di superficie, da includere nel programma europeo di esplorazione planetaria Aurora.



La missione dovrebbe condurre una dettagliata analisi dell'ambiente marziano e cercare tracce di vita passata o presente. Lanciata nel giugno 2011, dopo un viaggio di due anni, dovrebbe giungere sul Pianeta rosso nel giugno 2013. Una proposta piú dettagliata verrà sottoposta all'attenzione degli stati membri ESA durante l'incontro a livello ministeriale previsto per il dicembre 2005.

Il workshop di Aston.

La raccomandazione all'ESA è venuta da un workshop internazionale di scienze spaziali tenuto all'Università di Aston, a Birmingham, nel Regno Unito, il 6 e 7 aprile 2005. Il workshop ESA, ospitato dal PPARC (Particle Physics and Astronomy Research Council, ovvero Consiglio Britannico per la Ricerca in Fisica delle particelle e in Astronomia), ha riunito esperti di scienze dello spazio ed esponenti delle agenzie spaziali dall'Europa, dagli USA, dal Canada e dalla comunità scientifica internazionale per discutere le possibilità di lancio di nuove sonde automatiche prima del 2013, nella prima fase del programma Aurora.

Sono stati presi in considerazione tre progetti: BeagleNet, ExoMars e la variante ExoMars-Lite. L'attenzione è stata inoltre rivolta ai preparativi necessari per sviluppare un programma di esplorazione marziana sostenibile nel lungo termine e per implementare nel progetto Aurora una missione che preveda il ritorno a Terra di campioni del suolo marziano.

Alle presentazioni di natura scientifica e tecnologica delle singole missioni candidate è seguito un processo di valutazione da parte degli scienziati, secondo alcuni criteri-chiave. La decisione finale è stata quella di supportare una missione che unisca le migliori tecnologie e gli obiettivi piú interessanti di ognuno dei progetti candidati. Questa raccomandazione costituisce la base di una proposta piú dettagliata che verrà sottoposta da parte della comunità scientifica all'incontro europeo a livello ministeriale del dicembre 2005.

I dettagli della futura missione.

La missione designata prevede l'utilizzo di un lanciatore Soyuz Fregat 2b per il lancio di una sonda automatica dotata di almeno un Rover in grado di esplorare l'ambiente di Marte. Il lancio dovrebbe avvenire nel giugno 2011 dalla rampa di lancio di Kourou, nella Guyana Francese, e la sonda giungerà sulla superficie di Marte due anni dopo. Le telecomunicazioni fra la sonda e la Terra potranno avvenire attraverso sonde americane già in orbita attorno al Pianeta rosso. Il Rover dovrà essere equipaggiato con una dotazione di strumenti scientifici designati per la ricerca di tracce di vita passata o presente, per l'analisi della struttura e della composizione geochimica degli strati superficiali del suolo, e per l'individuazione di eventuali pericoli ambientali per future missioni umane. Sulla scorta dei risultati interessanti e scientificamente rilevanti conseguiti dalla Mars Express, la missione designata dovrà prevedere strumenti specifici per la misurazione dei fenomeni sismici legati all'attività sismica, vulcanica o idrotermale del pianeta. Il Rover conterrà inoltre uno strumento capace di penetrare nella superficie per circa due metri e una serie di apparecchiature per l'individuazione della vita analoghe a quelle del lander britannico Beagle 2, andato perduto nel dicembre 2003. Saranno certamente inclusi esperimenti di tipo GAP (Gas Analysis Package, strumentazione per l'analisi dei gas), destinati all'individuazione di isotopi stabili nell'atmosfera, nelle rocce e nel suolo. Il sistema di discesa e atterraggio (EDLS) sfrutterà un meccanismo di airbag e presumibilmente di retrorazzi.

Il futuro del progetto Aurora.

Oltre alla missione descritta, la comunità scientifica ha confermato il proprio impegno per una missione internazionale che, entro il 2016, consenta il ritorno a Terra di campioni di suolo e atmosfera marziana, un altro passo fondamentale per il futuro sviluppo del programma europeo Aurora.



Traduzione (C) Terminus Central, 2005.
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Fonte: ESA. Tutti i diritti riservati.
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