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prima osservazione diretta di pianeti extrasolari
pubblicato il 24 marzo 2005     © NASA, 03/2005 - traduzione by Leaden'sky

Il telescopio spaziale Spitzer della NASA ha per la prima volta osservato direttamente la luce proveniente da due pianeti, già noti, in orbita attorno a stelle diverse dal Sole. Questa scoperta segna l'inizio di una nuova era in planetologia, un'era nella quale i pianeti extrasolari potranno essere direttamente osservati e misurati.

"Spitzer costituisce un nuovo, potente strumento di indagine relativamente alle temperature superficiali, alle composizioni atmosferiche e ai parametri orbitali di pianeti distanti centinaia di anni luce dal nostro", ha spiegato il professor Drake Deming del Goddard Space Flight Center della NASA, a Greenbelt, nel Maryland, autore principale di un nuovo studio su uno dei due pianeti.

"È fantastico", ha dichiarato il professor David Charbonneau dell'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics di Cambridge, nel Massachusetts, autore principale di un altro studio su un diverso pianeta. "Da circa dieci anni, da quando fu scoperto il primo pianeta extrasolare, aspettiamo di rilevare questa luce". L'articolo di Deming è pubblicato in questi giorni sulle pagine web di Nature, quello di Charbonneau uscirà prossimamente sull'Astrophysical Journal.

Sinora tutti i pianeti extrasolari noti, compresi i due osservati da Spitzer, sono stati individuati indirettamente, principalmente tramite le loro perturbazioni sui moti della stella madre o, piú recentemente, misurandone le variazioni di luminosità durante i transiti. Entrambi i metodi si basano sulle misurazioni effettuate dai telescopi nel campo della luce visibile e possono fornire informazioni rispettivamente sulla massa e sulle dimensioni dei pianeti.

La nuova tecnica di indagine.

Negli ultimi studi, Spitzer ha osservato direttamente la luce infrarossa di due pianeti extrasolari già individuati, HD 209458b e TrES-1, appartenenti alla cosiddetta classe degli "hot Jupiter". Si tratta di giganti gassosi che orbitano molto rapidamente nelle immediate vicinanze della loro stella madre; questo fa sí che la loro superficie riceva grandi quantità di luce stellare, che viene poi riemessa sotto forma di onde infrarosse particolarmente intense.

Per distinguere questi pianeti dalle stelle calde, gli astronomi hanno utilizzato una nuova tecnica. Innanzitutto il telescopio Spitzer ha ripreso l'intera regione, con stella e pianeta, nel campo dell'infrarosso. Poi, mentre il pianeta si trovava dietro la stella, è stata misurata la quantità totale di infrarosso proveniente dalla sola stella. In questo modo è stato possibile dedurre con precisione la quantità di raggi infrarossi emessi dal pianeta. "Nel campo del visibile, la luce stellare offusca completamente quella riflessa dal pianeta", ha spiegato Charbonneau. "Nel campo degli infrarossi, il contrasto fra stella e pianeta è molto piú favorevole, perché anche il pianeta è una sorgente propria".

I dati di Spitzer hanno permesso di rilevare che entrambi i pianeti hanno una temperatura superficiale superiore ai 1000 K. Queste misurazioni confermano i dati precedentemente teorizzati per i pianeti della classe degli "hot Jupiter". Future osservazioni su diverse lunghezze d'onda infrarosse permetteranno di ottenere informazioni sui venti e sulle composizioni atmosferiche dei pianeti.

La scoperta ha anche riportato alla luce un mistero che alcuni astronomi avevano accantonato. Il pianeta HD 209458b è stranamente voluminoso per la sua massa, il che aveva portato alcuni a supporre la presenza di un forte influsso gravitazionale da parte di un pianeta sconosciuto situato nei dintorni. Se questa teoria fosse stata corretta, HD 209458b avrebbe dovuto percorrere un'orbita fortemente ellittica. Al contrario, Spitzer ha scoperto che il pianeta segue un'orbita pressoché circolare. "Siamo al punto di partenza", ha ammesso la professoressa Sara Seager, del Carneage Institute di Washington, co-autrice dell'articolo di Deming. "Noi teorici lo troviamo molto divertente".

Il futuro dell'osservazione planetaria.

Spitzer ha l'equipaggiamento ideale per studiare pianeti extrasolari noti che transitino davanti a stelle di dimensioni solari, distanti al massimo 500 anni luce dal Sole. Dei sette pianeti extrasolari noti che effettuino transiti, solo i due osservati rispettano tali caratteristiche. Quando altri pianeti verranno scoperti, Spitzer potrà osservare la loro luce, aumentando significativamente l'importanza della missione, che originariamente non era stata ideata per lo studio di exopianeti. La futura sonda americana Terrestrial Planet Finder, il cui lancio è previsto nel 2016, potrà individuare direttamente pianeti extrasolari di dimensioni terrestri.



Traduzione (C) Terminus Central, 2005.
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Fonte: NASA. Tutti i diritti riservati.
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