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mari ghiacciati sotto la superficie marziana
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pubblicato il 24 febbraio 2005 © ESA, 02/2005 - traduzione by Leaden'sky
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Quest'immagine, ripresa dalla HRSC (High Resolution Stereo Camera, fotocamera stereografica ad alta risoluzione) a bordo della sonda europea Mars Express, mostra quello che sembra essere un mare ghiacciato ricoperto di sedimenti nei pressi dell'equatore marziano. È nota da tempo la presenza di abbondanti riserve di ghiaccio d'acqua nelle regioni polari, ma se questa scoperta venisse confermata da verifiche successive si tratterebbe del primo ritrovamento di acqua in una regione a latitudini cosí basse.
© ESA/DLR/FU Berlin (G. Neukum), 2005.
Le prime ipotesi.
L'immagine mostra un'area pianeggiante, nella regione di Elysium Planitia, ricoperta da forme simili a blocchi irregolari, che ricordano l'aspetto dei ghiacci antartici non perenni durante il disgelo. L'immagine riprende una zona vasta alcune decine di km, centrata sulla latitudine 5° N e sulla longitudine 150° E.
L'acqua che compone il giacimento sembra essersi originata sotto la superficie di Marte per poi essere uscita allo scoperto attraverso una serie di faglie note come Cerberus Fossae, dalle quali è fuoriuscita causando un'inondazione gigantesca. L'acqua si è poi raccolta in un'area vasta circa 800x900 km, raggiungendo una profondità di circa 45 metri. Mentre l'acqua cominciava a congelarsi, il pack superficiale si è frammentato in diversi frammenti, che furono in seguito ricoperti da ceneri e polveri derivanti dalle eruzioni vulcaniche della regione.
A causa della bassa pressione atmosferica il ghiaccio d'acqua risulta instabile sulla superficie marziana, e tende a sublimare nell'atmosfera, passando dallo stato solido a quello gassoso. Parte del mare originario, tuttavia, è stato protetto dagli strati di polvere vulcanica. Mentre il ghiaccio si formava, le parti non protette fra i vari iceberg sono sublimate, originando degli "altipiani di ghiaccio" circondati dalla roccia nuda.
La scarsa craterizzazione della zona rivela che la sua formazione non può risalire a piú di 5 milioni di anni fa, ed è quindi relativamente recente. Gli scienziati si chiedono ora se il ghiaccio d'acqua si trovi tuttora sotto la superficie o se i dettagli superficiali ripresi dalla HRSC siano tutto ciò che è rimasto dopo il processo di sublimazione. Due osservazioni suggeriscono che il ghiaccio sia ancora presente: i crateri sommersi sono poco profondi, ad indicare che la maggior parte del ghiaccio si trova ancora al loro interno; la superficie è decisamente pianeggiante, e se il ghiaccio fosse del tutto sublimato si dovrebbero osservare maggiori variazioni di altitudine.
Queste scoperte sono state presentate il 21 febbraio scorso in occasione della conferenza scientifica dell'ESA su Mars Express, presso la sede ESTEC di Noordwijk (Olanda), dove circa 250 scienziati provenienti da tutto il mondo si sono riuniti per discutere i risultati del primo anno di vita della sonda europea. Un resoconto piú approfondito a cura del dottor J. Murray e di alcuni colleghi riguardo al mare ghiacciato è pubblicato sul numero di marzo 2005 di Nature.
© ESA, 2004.
I prossimi strumenti di indagine.
La sonda Mars Express tenterà entro breve il dispiegamento dello strumento italiano MARSIS (Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionospheric Sounding, radar avanzato per rilevamenti ionosferici e del sottosuolo), progettato appositamente per indagare il permafrost sotterraneo del pianeta. Si ritiene che il ghiaccio sotterraneo a latitudini non polari costituisca la maggiore riserva d'acqua presente su Marte. Tuttavia le caratteristiche tecniche dello strumento potrebbero rendere impossibile l'individuazione del mare sotterraneo se questo si estendesse solamente in prossimità della superficie o per poche decine di metri in profondità.
La presenza di ghiaccio di cosí recente formazione potrebbe stimolare un nuovo dibattito sull'eventualità che la vita si sia sviluppata sul pianeta rosso. "Il fatto che ci siano state in passato regioni sotterranee calde ed umide, fin da prima che la vita si sviluppasse sulla Terra, e che alcune potrebbero esistere ancora oggi, significa che esiste una possibilità concreta che microorganismi primitivi vivano tuttora su Marte", ha dichiarato il dottor Murray. "Questa missione ha capovolto molte mie opinioni riguardo a Marte, ora dovremo andare sul posto ed indagare piú a fondo". Il professore ha aggiunto, "Ci piacerebbe che l'ESA, con il supporto del Regno Unito, inviasse in questa regione il suo prossimo lander".
Fonte: ESA. Tutti i diritti riservati.
Non ci assumiamo responsabilità sulla fedeltà della traduzione.
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