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Hipparcos scopre correnti stellari nella Galassia
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pubblicato il 20 febbraio 2005 © ESA, 10/2004 - traduzione by Leaden'sky
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Un team di scienziati europei ha scoperto che numerose stelle nei dintorni del Sole sono caratterizzate da moti anomali causati dai bracci a spirale della via Lattea. Secondo le loro ricerche, basate sui dati del satellite Hipparcos dell'ESA, i nostri dintorni spaziali sono un incrocio di correnti stellari provenienti da diverse direzioni. Alcune delle stelle in possesso di sistemi planetari potrebbero in realtà provenire da regioni piú centrali della Galassia.
© ESA, 2003.
La scoperta delle correnti stellari.
Il Sole e la maggior parte delle stelle piú prossime seguono un'orbita ordinata e quasi circolare attorno al centro della Galassia. Grazie ai dati dell'osservatorio spaziale ESA Hipparcos, un team di astronomi europei ha recentemente scoperto diversi gruppi di "stelle ribelli" che si muovono in direzioni peculiari, per la maggior parte verso il centro galattico o in direzione opposta, come i raggi di una ruota. Il fenomeno interessa circa il 20% delle stelle in un raggio di 1000 anni luce dal Sole, che si trova a 25000 anni luce dal centro galattico.
I dati mostrano che le stelle ribelli di uno stesso gruppo hanno poco in comune l'una con l'altra; le loro età sono differenti, e secondo gli scienziati esse non possono essersi formate nello stesso posto né nello stesso momento. Al contrario, devono essere state costrette in un momento successivo a seguire una direzione comune. "Somigliano a dei compagni di viaggio casuali piuttosto che a dei parenti", afferma il dottor Benoit Famaey, dell'Università Libera di Bruxelles.
Famaey e i suoi colleghi ritengono che a porre le stelle su una traiettoria comune sia stato un "calcio" gravitazionale ricevuto da uno dei bracci della via Lattea. I bracci della spirale sono regioni di alta densità di gas e stelle, vere e proprie "onde di densità" che possono favorire la nascita di nuove stelle comprimendo i gas via via incontrati, ma potrebbero anche modificare le orbite delle stelle già presenti. Dopo il passaggio dell'onda, numerose stelle si muoveranno quindi in una direzione comune, nonostante le loro traiettorie originarie fossero differenti.
Questa ricerca ha mostrato che i dintorni del Sole sono un punto di incontro di diverse correnti, composte di stelle con diverse origini e differente composizione chimica. Tali correnti potrebbero aver condotto sino a noi molte delle stelle dotate di sistemi planetari recentemente individuate nei pressi del sistema solare.
Moti stellari e nascita dei pianeti.
Si ritiene che i sistemi planetari abbiano piú probabilità di formarsi in nubi di gas particolarmente dense e con un alto contenuto metallico, come quelle situate nelle regioni centrali della via Lattea. Le correnti scoperte da Hipparcos potrebbero essere il meccanismo che ha portato gran parte dei sistemi planetari oggi noti nei dintorni del Sole. "Se un gruppo di stelle riceve un colpo gravitazionale da un braccio a spirale, può essere spinto fino a migliaia di anni luce di distanza dal suo luogo di origine", spiega il professor Famaey. In questo modo molte stelle possono essersi avvicinate al Sole.
Per conoscere meglio la struttura della Galassia gli astronomi studiano il modo in cui le stelle formano ammassi, come si muovono l'una rispetto all'altra e come si muovono rispetto al Sole. Durante la sua missione di 4 anni il satellite europeo Hipparcos ha misurato la distanza e i parametri orbitali di oltre centomila stelle nel raggio di 1000 anni luce dal Sole. Tuttavia, mentre i dati di Hipparcos mostrano la direzione apparente delle stelle rispetto alla volta celeste, non è possibile dedurne se le stelle si stiano muovendo verso di noi o in direzione opposta.
Combinando i dati di Hipparcos con misure effettuate da terra degli spostamenti Doppler, effettuate presso un telescopio svizzero nell'Osservatorio dell'Alta Provenza (in Francia), il gruppo di Famaey ha potuto aggiungere la terza dimensione mancante, ovvero la velocità con cui le stelle si muovono verso di noi o si allontanano. L'effetto Doppler avvicina la luce stellare al blu o al rosso a seconda che l'astro si muova rispettivamente verso di noi o in direzione opposta. "Combinando tutti questi dati precisi, siamo ora in possesso di un quadro completo, esaustivo e tridimensionale di come le stelle piú prossime si muovano rispetto a noi", ha dichiarato il professor Famaey.
Il futuro: la missione Gaia.
Gli scienziati ora si interrogano sull'estensione delle correnti scoperte dal gruppo di Famaey e sul ruolo che possono aver giocato nell'evoluzione galattica. "Questo risultato apre nuove interessanti prospettive per lo studio delle dinamiche della formazione galattica", ha affermato il professor Michael Perryman, project scientist delle missioni ESA Gaia e Hipparcos. La missione Gaia, il cui avvio è previsto nel 2011, renderà possibile l'estensione di questa ricerca ad una regione galattica molto piú ampia. Gaia osserverà oltre un miliardo di stelle e misurerà simultaneamente il loro moto in tutte e tre le dimensioni, grazie allo spettrografo di bordo che registrerà lo spostamento Doppler. "Questo ci consentirà di ottenere la panoramica piú completa mai raggiunta sulla struttura e sull'evoluzione della Galassia", ha affermato il professor Perryman.
Fonte: ESA. Tutti i diritti riservati.
Non ci assumiamo responsabilità sulla fedeltà della traduzione.
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